Brani tratti dal romanzo “La radio nel pagliaio”

Pag. 14 e seguente:

“Qualche giorno prima che si ammalasse, Ari era stato chiamato dal rettore del collegio. In quell’occasione il rettore lo aveva rimproverato perché dimostrava di essere svogliato nella vocazione e negli studi ed anche quand’era a tavola non esprimeva entusiasmo, eccetera, eccetera. Ma Ari cosa ci poteva fare se non era entrato in seminario per vocazione? Se anche la scuola gli pesava e certi ablativi assoluti tipo: Senatoribus consentientibus o giù di lì, gli suonavano come le conchiglie fossili? E se a tavola il formaggino di fabbrica giunto da oltre oceano, avvolto nella stagnola, non era così gustoso come la caciotta fatta in casa dalla mamma o come i polli che arrivavano sulla tavola dei superiori? Poi, perché parte della colpa del mancato entusiasmo non veniva addossata a quel continuo malessere che da tempo lo faceva sentire sempre stanco e svogliato? Il medico del collegio non aveva capito che poteva essere una malattia in arrivo a indebolire le sue forze? A casa, al medico di famiglia è bastato sentire il cuore, controllare la gola, l’articolazione del ginocchio, prendergli la mano, toccare il suo gonfiore per dire: reumatismo articolare acuto e predisporre il ciclo di cure. Ieri sera, l’ultima iniezione Ari l’ha aspettata come una liberazione e non ha fatto nessuna resistenza. E’ stata la mamma questa volta che ha tardato, perché ha dovuto scrutare per mezz’ora ogni cellula del suo sedere per trovare il punto giusto dove infilzare la medicina…”

Pag. 23 e seguenti:

“Il mondo è tutto qui. Intorno, i monti si tengono per mano: Le Cesane, il Pietralata, il Catria, il Nerone, il Montefeltro, i Sassi. Infine la fila verde dei cipressi. Sul dorso del colle corrono verso le Cesane. Urbino in mezzo. Le sue mura, i torricini, i palazzi,le case, i tetti, i campanili. Oltre l’orizzonte? Altri mondi? Certo! Ma non belli come questo. Dietro i monti c’è la guerra. Qui tutto è tranquillo. Si sente solo un vento leggero, un volo d’uccelli. Al tramonto sono tutti qui nei tre cipressi…” – “Quelli non sono uccelli! Vanno fortissimo! Sono subito sopra le querce. Sono sempre più grandi! Siii!!! Sono aeroplani! Sono felice di vederli. La mia città per un momento è dimenticata. Non ho mai visto un aereo così vicino. Ora ne vedo due insieme. Come sono lucidi! Brillano come l’argento! Che bello!… Vedo anche i piloti. Hanno gli occhiali e il casco sulla testa. Assomigliano all’autista del mio camion! Ciao! Ma cosa fate? Perché mi venite contro? Mi fate paura! Invece di rispondere al mio saluto… Perché fate così? Cosa mi buttate? Nooo! Sono bombe!”… “Com’è brutto il mondo! Non è più bello come prima. Adesso la guerra è anche qui. E Urbino?… E’ ancora là. Non sembra rotta. Ma non è nella luce del suo tramonto. Quella nube scura la schiaccia. Il sole è opaco e sembra rimasto fermo là, infilzato sulla punta di un torricino. Il cielo è grigio. Grigio come la tristezza dentro di me!” …

Pag 198 e seguenti:

” Una immensa distesa di croci nella piana che si apre in basso mi sorprende e mi emoziona… Anche passando accanto a Montecchio avevo visto un campo pieno di croci, un altro nei pressi di Gradara e un altro ancora dopo Cattolica prima di arrivare qui, nei pressi di Coriano. “Sono cimiteri di guerra degli alleati”. Aveva detto babbo con parole di riconoscenza verso quei soldati che erano venuti a morire tanto lontano da casa per fare vincere la libertà…” – “In una targhetta su una croce leggo un nome straniero e due date. La prima è preceduta da un nome “Canada”. La seconda data è seguita da due parole in lingua straniera. “Gothic Line…” – “Mi dirigo verso un cippo…”English cemetery …in memory battle… – e ancora-  Gothic Line 1944″… – “mi torna in mente un lontano passato, ma neppure tanto lontano. Rivedo il lampeggiare continuo degli scoppi, nelle sere  dietro i cipressi di Monte del Vescovo. Risento dentro quel tuono continuo. Era la battaglia sulla Linea Gotica…” – “E riaffiora nella memoria un ricordo di un uomo, un soldato che veniva ogni sera a farci visita con altri due soldati. Veniva da molto lontano. Dal Canada. Davanti alla croce un biglietto: Ogni volta che il giorno nasce – ogni volta che muore – e tutti i giorni  – ci manca la tua persona . e il tuo sorriso – ma tu sei sempre con noi – dentro di noi”.

Il libro è in vendita anche sulle maggiori piattaforme digitali e sul sito di Guaraldi.

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