La radio nel pagliaio

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La radio nel pagliaio.

Rimini, Guaraldi 2014.

Il romanzo è ambientato nella seconda guerra mondiale. Inizia con un flash-back e prende titolo dalla radio nascosta in un pagliaio durante il periodo bellico. I fatti si svolgono nel territorio urbinate, protagonista è Ari un bambino che vive in modo traumatico i fatti di guerra, con i bombardamenti delle città vicine e la Linea gotica sullo sfondo, le migliaia e migliaia di vittime: “Tutto il mondo combatteva qui per la libertà”. La realtà delle vicende di guerra si alterna a momenti di fantasia intorno a una novella (un racconto nel racconto) tramandata a voce nella famiglia patriarcale del piccolo e da lui scritta per gioco, poi lasciata in dono su una tomba di un soldato canadese in uno dei grandi cimiteri degli alleati sorti sui luoghi delle battaglie più cruente della Linea gotica. In anni precedenti l’autore aveva pubblicato il romanzo “Sulla frontiera della Vertojbica” ambientato nella prima guerra mondiale, scritto anche quello come monito contro le guerre e premiato in diversi concorsi letterari.

Il romanzo è stato presentato a Urbino nella Sala della Provincia con la partecipazione dell’Assessore Tarcisio Porto, che ha portato il saluto e dell’Assessore alla Cultura Davide Rossi e il patrocinio della Provincia, di Tiziana Mattioli docente dell’Università Carlo Bo di Urbino, di Sergio Pretelli docente dell’Università di Urbino, dell’ Editore Guaraldi. Tiziana Mattioli ha detto che il lavoro di Calavalle si inserisce nella linea del romanzo di formazione, senza ideologie di destra o di sinistra. Ha evidenziato nel romanzo l’urgenza del racconto scelta attraverso la normalità di una famiglia patriarcale di quattro generazioni, con la guerra mondiale qui su queste colline e ritorni balenanti della prima guerra mondiale attraverso i ricordi del nonno. Una guerra che si specchia nell’altra come un grido contro le guerre. Ha colto quindi gli aspetti positivi della brevità dei periodi, della qualità del linguaggio, l’intensità dei personaggi, l’alternanza di momenti di massima realtà e massima fantasia. Sergio Pretelli ha fermato la sua attenzione sulla guerra, sulla lotta di liberazione, sulla narrazione veloce e la capacità di spingere il lettore alla lettura. l’editore Guaraldi ha colto la delicatezza del racconto, la dimensione poetica. Sono intervenuti anche il prof. Gastone Mosci dell’ Università di Urbino che ha evidenziato nel romanzo il ruolo della famiglia vista come fortilizio di valori e la poeticità del testo. Infine la dottoressa Lucia Vetrano ha definito il romanzo bello da sentirsi contagiata e vi ha letto un grande desiderio di pace.

Del romanzo è stata data notizia su “Il Resto del Carlino”, Il Messaggero, il Corriere Adriatico, il settimanale “Il nuovo amico”, il giornale on-line “Il Ducato”, “Fano città”. Il Resto del Carlino vi ha dedicato quasi una intera pagina con una recensione di Franco Bertini del 13. 07.14 dal titolo: “La radio nel pagliaio” di Calavalle per gioire sempre della fine della guerra” con foto di M. Arceci che celebra la Liberazione di Urbino. Del romanzo è stato fatto un commento anche sul mensile Gennaio-Aprile 2014 di S. Benedetto del Tronto “Riviera delle Palme” del Presidente dell’omonimo Circolo Culturale Leo Bollettini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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