La partenza

Era un’alba piena di luce. Da alcuni giorni la neve aveva ricoperto con un manto di notevole spessore le campagne e la brina quella mattina aveva tessuto fragili ricami sulla recinzione dell’orto. Nello scenario candido che sconfinava all’orizzonte con le montagne dell’Appennino, il sole sorse improvviso sulla Castellaccia, come lo scoppio di una meteora. Subito i crinali del Montesanto e delle altre colline più alte scintillarono insieme , pari a migliaia di specchi folgoranti. Nel giorno che iniziava, l’ombra della vecchia Murcia de Guarcinis, o meglio del suo rudere, si proiettò sul fianco del colle come un nastro che lega un dono prezioso.
Le colline più lontane illuminate dal sole creavano con le valli scure sereni contrasti di luci ed ombre, fino agli orizzonti più lontani dei monti Catria e Nerone.
Ogni giorno Luigi aveva sostato in quel punto, lontano da casa venti passi, dove la strada dopo una leggera svolta precipitava in basso in direzione di Santa Barbara, ogni volta aveva ammirato lo scenario di colline, di valli e di monti e ne era rimasto affascinato, lontano da ogni preoccupazione di ordine temporale.
Quel mattino Luigi nell’ansia della partenza non riusciva a sentire con la natura quella corrispondenza profonda di sentimenti già provata altre volte. A un passo dietro di lui c’erano i suoi genitori. Luigi si voltò verso di loro e li abbracciò.
Francesca accarezzò il figlio; Lorenzo gli pose una mano sulla spalla per fargli coraggio.
“Cerca di avere cura di te” gli disse la mamma “ e scrivici sempre!”
“Il mio pensiero sarà sempre con voi” rispose Luigi, e aggiunse: Non vi preoccupate per me!”
Quindi strinse forte le loro mani e con un nodo alla gola s’avviò lungo la strada vagamente segnata dalle orme delle volpi uscite durante la nevicata notturna dalle tane di Castelvecchio in cerca di prede.
Luigi camminava senza fatica fisica, perché la neve trascinava i suoi passi a scivolare cerso il basso, agevolando il suo cammino, ma il dispiacere della separazione gli faceva sembrare più difficile il percorso.
Alle sue spalle lasciava una terra ricca di ricordi e di segni antichi e suggestivi e la sua casa di Ca’ Guarcinello…”

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