Il mondo a soqquadro

Quel giorno la radio, la televisione e i giornali avevano annunciato la scoperta di un nuovo pianeta nel sistema solare. Un pianeta che finora si era celato a tutti gli strumenti di osservazione.
Ma com’era possibile?
O il pianeta era composto di una miscela di gas e quindi di una consistenza molto inferiore ai pianeti composti di elementi solidi e quindi paragonabile a un fantasma che si nascondeva e compariva alla vista quando voleva o gli pareva, oppure si trattava di un intruso formato di sostanza solida venuto da chissà dove a cacciare il naso nel nostro sistema solare.
Ma quali le conseguenze?
Ragionando per corrispondenze analogiche e spostando l’attenzione sul nostro vivere quotidiano, se un fantasma fosse entrato in casa nostra, avrebbe potuto far muovere un bicchiere, spostato una sedia. Avrebbe creato agitazione, paura.
Conseguenze ben più gravi si sarebbero verificate se una persona in carne e ossa fosse entrata in casa nostra in modo inopportuno. Questo comportamento avrebbe comportato oltre che agitazione, anche reazione. Si sarebbe potuto venire alle mani. Avrebbero potuto verificarsi danni alle cose, alle persone. Avrebbe, Dio non voglia, potuto nascere il morto.
Le conseguenze avrebbero potuto essere diverse come si vede. Più gravi o meno gravi, ma ci sarebbero state comunque.
Tornando al pianeta in discussione. Se si fosse presentato da noi allo stato gassoso e fosse venuto per ipotesi a intralciare la rotta della terra, avremmo potuto sì attraversarlo da parte a parte, ma con una certa apprensione. I gas avrebbero potuto oscurare la luce del sole col pericolo di andare a sbattere e riportare come minimo un bernoccolo in fronte. I gas avrebbero potuto creare anche irritazione agli occhi, al sistema respiratorio. Per questo avremmo dovuto avere a disposizione un paio di occhiali da sub, avremmo dovuto proteggere il naso e la bocca con un fazzoletto e se non fosse bastato, con una maschera antigas. Ma sarebbe bastato davvero?
Conseguenze certe e ben più gravi avrebbero potuto verificarsi se si fosse trattato di un pianeta solido come la terra. Avrebbe potuto provocare da noi influenze gravi come uragani, terremoti, maremoti, con danni incalcolabili a cose e persone.
Poi bisognava pregare Dio e tutti i santi che non ci fosse venuto addosso, altrimenti sai che botto!
E noi esseri terrestri? Disintegrati e dispersi in tanti atomi per tutto l’universo.
La sera di quel giorno gli uomini si coricarono con quel pensiero fisso in testa.
Tardarono ad addormentarsi, perché il pensiero si arrovellava fisso su quelle idee. Tanto più che avevano fatto le ore piccole su Google, spinti dalla curiosità di fare luce sul problema. Non erano riusciti a venirne a capo. Anzi tra pianeti, stelle, asteroidi e comete, sui quali si erano dilungati nella ricerca, ne erano usciti ancora più confusi e disorientati.
Per sgomberare la mente da quel marasma che, una volta coricati, paralizzava la venuta del sonno atteso con tanto desiderio, molti di loro decisero di aprire il libro più antico del mondo, la Bibbia, come avevano fatto altre sere con vantaggio dello spirito e anche della psiche.
I più apersero, lasciando la pagina a caso. Molti lessero dalla Genesi:
“Iahvé, vedendo che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che tutti i pensieri concepiti nel loro cuore erano rivolti continuamente al male, si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo’.
Non riuscirono a leggere di più. Quelle parole fecero nascere altri pensieri. Anziché calmare, resero ancora più agitate le menti e nessuno riuscì a prendere sonno.
In tanti fecero subito un rapido esame di coscienza e si chiesero: “Oggi siamo stati buoni e giusti?”
Bastava aprire le prime pagine dei giornali e altri mezzi di informazione, per capire che tra ladri, truffatori, disonesti, corrotti, arroganti, mafiosi, tra rapine, omicidi, stupri, stragi, guerre, tra inquinamenti di acque, di aria, di terra, noi uomini non eravamo nella maggior parte degli stinchi di santi. Quindi: “Che Dio si sia stancato del comportamento dell’uomo ed abbia mandato quel pianeta a darci una bella lezione?”
Inutile dire che le ipotesi spinsero i più ad alzarsi dal letto ed a correre al computer per raccogliere altre notizie sulla comparsa di quel pianeta.
Dai dati raccolti, il soggetto in questione sembrava trovarsi ancora lontano. Ai limiti del sistema solare. Ma quanto correva? Qual’ era la sua traiettoria? Quanto tempo avrebbe messo ad arrivare da noi?
Tante domande che spingevano tutti a continuare la ricerca.
Diversi di loro estesero le ricerche alla storia dell’astronomia e incontrarono i Maya, il loro preciso computo del tempo, le loro conoscenze astronomiche avanzate.
Altri s’imbatterono negli Egizi, nelle piramidi, nei grandi massi che le compongono, nella mirabile perfezione delle costruzioni, nella loro disposizione sull’altipiano dove avrebbero ripetuto la posizioni degli astri di una costellazione celeste.
Altri ancora si fermarono su Stonehenge e scoprirono che le enormi pietre sarebbero state dedicate al culto del sole e posizionate in riferimento ai punti del solstizio e dell’equinozio.
In queste direzioni, le ricerche portavano a supporre l’esistenza di civiltà che in certi campi avevano raggiunto livelli più avanzati del nostro e forse indagando più a fondo avrebbero rivelato anche qualcosa a noi di sconosciuto sul destino dell’umanità.
Altri fissarono l’attenzione sulla fascia astronomica degli asteroidi e presero in considerazione questi corpi celesti caduti in epoche remote sulla Terra, sulla Luna, su Marte.
Chi disponeva di un cannocchiale cercò di indagare in ogni angolo della volta celeste per cercare quel pianeta, o qualcos’altro che poteva alimentare sospetti o comportamenti strani. Tali da mettere in pericolo la sopravvivenza sulla terra.
Altri presero in considerazione i fenomeni più vicini a noi sulla terra, come terremoti, maremoti, alluvioni, uragani verificatisi negli ultimi anni.
Altri ancora tornarono alla Bibbia e temettero il ripetersi dell’ira di Dio verso gli uomini che erano tornati ad essere malvagi e sperarono di essere considerati da Dio buoni e giusti, per essere salvati come Noè è stato salvato dal diluvio universale.
Altri infine si addormentarono sul computer e finirono per imbattersi in sogni non piacevoli davanti alla prospettiva di essere spazzati via dalla faccia della terra e si svegliarono di soprassalto con gli occhi spalancati e i capelli ritti sul capo, quando il computer cominciò ad emettere un fischio acutissimo che metteva a dura prova i timpani ed entrava come un trapano nel cervello.
Molti di quelli che si erano addormentati sognarono di finire in frammenti di atomi nello spazio e di cadere su altri pianeti e magari su Marte e iniziare lassù un nuovo ciclo di vita. Cosa poi non tanto male, visto che da tanti anni gli uomini si interessavano a studiare quel pianeta e a prepararsi a eventuali spedizioni da quelle parti.
Tutti infine, al suono della sveglia riapersero gli occhi su una bella giornata di sole che il cielo aveva ancora una volta regalato agli uomini sulla terra e ripresero a vivere con più rispetto verso il prossimo e attenzione verso le bellezze della natura intorno a noi e fare promesse di diventare più buoni e più giusti.

Dal libro “Disavventure di un aspirante scrittore”, Argalia Editore Urbino.

 

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